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# Esergo, Nota dell'autore, Sommario

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## Esergo

> La fiducia è un'infrastruttura.
>
> — Ferruccio Zamuner

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## Nota dell'autore

Vale la pena richiamare in apertura, come esempio rivelatore di ciò che il documento mette a disposizione, l'identificazione della [delega fantasma](glossario.md#delega-fantasma) come espressione del potere: quella forma di esercizio di autorità che agisce come se fosse sostenuta da un mandato, ma il cui mandato non è mai stato dato, non è verificabile o non è revocabile. È una struttura ricorrente nei contesti di pilotaggio assembleare descritti nella sezione [L'orizzontalità come problema strutturale: dal caso paradigmatico alla diagnosi](01-esperienza.md#sec:esperienza), e che gli strumenti di modellazione organizzativa correnti faticano a tematizzare.

Sono aperto a collaborazioni nello sviluppo del filo qui delineato, non essendo interessato ad essere l'unico intestatario di quanto possa derivarne; il suo sviluppo è del resto subordinato al tempo che riuscirò a dedicarvi e all'interesse che questo documento susciterà.

Una domanda che i primi lettori mi hanno rivolto con frequenza riguarda l'attuazione: quanto è difficile realizzare il progetto senza informatizzarlo? La risposta è che il progetto pone al centro le attività e le facoltà umane, e tutto ciò che il documento descrive può essere attuato da persone con mezzi analogici: un deposito scritto è un quaderno prima che un sistema, una traccia di decisione è un verbale, una doppia firma è un presidio che non richiede alcuna tecnologia. L'eventuale strumentazione informatica è un ausilio che il gruppo può adottare in base alle proprie capacità, non un requisito. Dove il lessico delle pagine che seguono prende in prestito nozioni dall'informatica — protocollo, interfaccia — lo fa per la precisione dei concetti, non perché l'attuazione presupponga calcolatori.

È utile chiudere questa nota richiamando, in forma argomentata, la frase che apre il documento — «[fiducia (come infrastruttura)](glossario.md#fiducia-infrastruttura)» — perché essa condensa, meglio di altre formule tentate, il senso politico del lavoro. Il compito di chi scrive è descrivere quell'infrastruttura affinché la fiducia possa crescere fra i membri di un'organizzazione, e affinché i membri stessi abbiano strumenti per presidiarla. Non costruire la fiducia: non sta a un testo farlo. Non prescriverla: non sta a uno strumento descrittivo dirlo. Ma rendere visibile ciò che la sostiene o la mina, in modo che chi vive l'organizzazione possa fare entrambe le cose con maggiore consapevolezza. La delega fantasma, richiamata sopra, è esattamente l'opposto di una fiducia presidiabile: è il caso limite in cui chi dovrebbe presidiarla non è neppure messo in condizione di sapere a chi spetterebbe. In una formula: **permettere alle persone di unirsi per scopo e fidarsi perché la struttura ne permette la verifica.**

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## Sommario

Questo documento propone un quadro di riferimento per costruire organizzazioni politiche e sociali capaci di resistere alla deriva strutturale: la regressione, ricorrente in numerosi tentativi di rinnovamento, da configurazioni orizzontali verso le stesse concentrazioni di potere che intendevano superare. La tesi che lo attraversa, condensata nell'esergo, è che la fiducia sia un'infrastruttura — non un sentimento da invocare, ma un esito che emerge da condizioni di processo verificabili. Dalla diagnosi dell'[orizzontalità di facciata](glossario.md#orizzontalita-facciata) e dei meccanismi che la producono, il lavoro deriva un [criterio operativo della fiducia](05-criterio-fiducia.md#sec:criterio-fiducia), articolato in dimensioni distinte: tracciabilità e contestabilità delle decisioni, calibrazione alla reversibilità, trattamento dell'inazione, trasparenza praticata.

Il criterio è quindi messo alla prova in due applicazioni. La prima è un'[olocrazia](glossario.md#olocrazia) usata non come costituzione verticistica ma come [protocollo per la crescita orizzontale organica](06-protocollo-sensori.md#sec:protocollo), con una primitiva originale di scoperta che impiega i membri come sensori sociali. La seconda è una [dimensione economica](07-economia-mutualismo.md#sec:economia) — mutualismo, sovranità rispetto ai finanziamenti esterni, professionalizzazione delle retrovie — intesa come condizione dell'autonomia decisionale.

Criterio e protocollo sono presentati come strumenti aperti al contributo di altri, non come prescrizioni chiuse.
